Il
presidente Giacinto Facchetti ha spiegato tutto. Prima all'Assemblea dei
soci dell'Inter, poi alla stampa presente al 'Teatro delle Erbe' dopo la
conclusione dei lavori del Consiglio d'Amministrazione. Per quanto riguarda la questione-allenatore, Facchetti ha precisato: "Ho
spiegato ai soci che tre giorni fa Massimo Moratti mi ha detto che se
volevo continuare con Zaccheroni lo potevo fare. Io ho parlato con
Zaccheroni, lui mi ha chiesto un po' di tempo per riflettere e poi ha
detto che non se la sentiva di continuare con noi. Non sentiva la fiducia
di tutti. Ho sempre detto che cercavo la continuità tecnica, ma come ho
già spiegato sono stato libero di procedere. È inutile cercare di capire
quali fossero i problemi con Zaccheroni, lui ha preferito dimettersi e
quindi abbiamo cambiato direzione. È stato Zaccheroni che non se l'è
sentita di andare avanti. Con Mancini, che è uno degli allenatori giovani
migliori sul mercato, è stata avviata una trattativa, ma non è stato
concluso ancora nulla. Questo per sottolineare che non era qui da tempo
come qualcuno sosteneva". Tante, ovvio, le domande rivolte dai giornalisti a Facchetti sul
calciomercato: "Davids? È molto bravo e molto forte, ma come ho detto ai
soci dell'Inter le nostre operazioni devono coincidere, soprattutto
quest'anno, con un risanamento economico necessario e utile per la vita
della società. Il calcio sta attraversando un momento particolare, non
possiamo nascondercelo, anche se il nostro obiettivo è quello di costruire
una squadra competitiva. In Assemblea abbiamo parlato dell'importanza
dell'Inter, che è e vuole restare uno dei primi club al mondo.
Vieri?
In questo periodo sono arrivate due offerte, della Juventus e del Real
Madrid. Ora parleremo con lui e con il nuovo tecnico e decideremo la linea
migliore da seguire. Valuteremo tutte le offerte che arriveranno, insieme
all'allenatore decideremo che cosa fare".
"Non ho
rapporti con Zaccheroni", con queste parole Bobo Vieri ha commentato la
sua scelta di non accettare la panchina nella partita odierna contro il
Bologna a San Siro.
Appresa la notizia l’attaccante azzurro ha abbandonato il ritiro di
Appiano Gentile, mentre i compagni stavano per salire sul pullman che gli
avrebbe portati a San Siro, e ha raggiunto lo stadio con la propria
macchina.
Interpellato dai giornalisti ha dichiarato che ha preferito allenarsi
anziché passare il pomeriggio in panchina ed inoltre ha fatto sapere che
con Zaccheroni "non ha rapporti" e che parlerà con Moratti anche in
previsione della sua conferma per la prossima stagione.
A questo punto, a prescindere dal finale di stagione, per il prossimo
campionato il Presidente Facchetti e Moratti dovranno scegliere uno fra
Zaccheroni e Vieri.
Quanto già vissuto due stagioni fa con Ronaldo si sta per ripetere, ma
questa volta l’epilogo potrebbe essere differente.
"Non
voglio parlare dei soldi ai quali ho rinunciato. Volevo l'Inter e ce l'ho
fatta": cosi' Dejan Stankovic. In un'intervista a Inter Channel, ripresa
dal sito della societa', il neo-acquisto nerazzurro ha aggiunto:
"Forse il mio trasferimento si sarebbe potuto rimandare fino a giugno, ma
è arrivato il momento giusto ed ora sono qua. Ho voluto fare un sacrificio
per me, per la Lazio e per l'Inter: ora spero di fare bene".
Ai biancocelesti andranno 4 milioni di euro e il
giovane attaccante Pandev, che rimarrà comunque in prestito all`Ancona
fino al prossimo giugno. Il venticinquenne giocatore serbo lascia la Lazio
dopo 6 stagioni in cui ha collezionato 137 presenze e 22 gol.
Questo il comunicato ufficiale dell`Inter: "Il giocatore è stato trasferito a titolo definitivo e ha firmato per
l`Inter un contratto con scadenza il 30 giugno 2008. Alla Lazio è stato
ceduto, con la formula della comproprietà biennale, l`attaccante Goran
Pandev, che concluderà la stagionale in corso all`Ancona Calcio con la
formula del prestito".
Zaccheroni: Inter-Udinese "Era una gara difficile"
21/1/2004
Conquistata la semifinale di Coppa Italia battendo a San Siro l`Udinese
per 3-1, il tecnico dell`Inter Alberto Zaccheroni può sorridere: "Partendo
dallo 0-0 dell`andata - dice l`allenatore nerazzurro - questa gara era
molto difficile. Loro sono una squadra insidiosa, brava a ripartire. Noi
abbiamo iniziato bene, poi dopo il gol del pareggio siamo un po` calati.
Nella ripresa però - conclude Zac - siamo andati molto bene e abbiamo
meritato questa vittoria ".
"Resta il rammarico". Luciano
Spalletti é deluso dalla sconfitta per 3-1 rimediata dall'Udinese a San
Siro contro l'Inter, nel ritorno dei quarti di Coppa Italia che ha
consegnato ai nerazzurri l'accesso alle semifinali. "C'era la possibilità
di far risultato - ha aggiunto il tecnico dei friulani -. Siamo stati
bravi nel primo tempo, poi nella ripresa, subito dopo il goal del 2-1, la
mia squadra non ha reagito, ha perso colpi e, a quel punto, l'esito della
gara era quasi inevitabile".
Zaccheroni parla
dell'arrivo di Adriano: "E' un giocatore che non ha bisogno di
presentazioni: ci darà una mano a superare questo momento".
Archiviata momentaneamente la coppa Italia, Alberto Zaccheroni spende
qualche parola sull'arrivo in nerazzurro di Adriano. "È un giocatore che
non ha bisogno di presentazioni - ha detto il tecnico di Cesenatico -, un
attaccante di grande spessore tecnico-atletico. Ieri ha voluto subito
salutare la squadra e ciò mi ha fatto molto piacere.
Ci potrà certamente dare una mano ad uscire da questo momento di
difficoltà". Incerto il suo impiego già dalla prossima gara di campionato
con il Modena, nella quale mancherà quasi sicuramente anche Matias Almeyda,
uscito per infortunio dopo pochi minuti nell'incontro di ieri.
"Si è fatto male, speriamo non sia nulla di grave" ha concluso Zaccheroni.
In mattinata ci saranno gli accertamenti del caso. Qualche acciacco anche
per Martins che lamenta una contusione al piede destro e per Emre, cha ha
invece accusato il riacutizzarsi della pubalgia.
Moratti: "Non si poteva continuare su quella strada"
21/01/2004
"Non si poteva andare avanti su questa strada di perdenti".
Il presidente dimissionario dell'Inter Massimo Moratti spiega, in
un'intervista che appare oggi su 'Repubblicà, i motivi che l'hanno indotto
a compiere questo passo.
"Durante la mia presidenza - dice - ho cambiato tutto: dirigenti,
giocatori, allenatori. Non è servito a nulla. L'altra sera ho pesato fosse
giunto il momento di cambiare anche il presidente".
"Mi sento più libero - afferma - dopo tutti questi anni , bellissimi,
sfortunati, pesanti. Ho l'impressione di avere le idee più chiare per il
lavoro che continuerò a fare...Senza avere ogni giorno i fucili puntati
addosso...".
L'ex presidente nerazzurro ribadisce la stima per Cuper ("è un grand'uomo"),
la conferma in ogni caso di Zaccheroni ("Abbiamo fatto un progetto con lui,
chi altro dovremmo andare a cercare"), si augura che "con
Facchetti ci sia
meno confusione" e tranquillizza i tifosi: "Non è il caso di fare drammi,
non abbandono la squadra, non ho mica venduto l'Inter".
Continua il malessere di Cristian Vieri che ieri ha rinunciato alla
trasferta di Coppa Italia a Udine la cosa ha irritato non poco sia il
tecnico Zaccheroni che la società nerazzurra.
Dopo quanto successo ieri il consulente di mercato nerazzurro Gabriele
Oriale è volato a Londra dove probabilmente valuterà se il Chelsea è
veramente intenzionato a prendere già da gennaio il bomber nerazzurro. Il
club di Roman Abramovich tra l'altro dovrà rinunciare a Hernan Crespo per
circa due mesi a causa di un infortunio nella gara contro Liverpool.
La partenza di Vieri aprirebbe le porte ad Adriano che arriverebbe subito
a Milano.
Corona d'oro
per i 100 di Vieri Cento volte Bobogol. «Per me è un traguardo bello e importante ma ora è
fondamentale continuare per la nostra strada, impegnandoci al massimo». È
un Vieri finalmente sorridente quello del dopopartita di Inter-Lecce.
Felice anche perché i suoi compagni gli hanno preparato una singolare
sorpresa, incoronandolo dopo il suo gol. «È stata un'idea di Materazzi,
l'aveva comprata due mesi fa, da tanto aspettava di mettermela in testa. È
stato un gesto molto simpatico, che mi ha fatto molto piacere».
Cruz non ha paura della
Juventus, non l'ha mai avuta. El Jardinero segna sempre alla Juventus, lo
fa anche questa volta, nella notte dell'anticipo dell'undicesima giornata
di campionato.
E quella che doveva essere la più difficile per i nerazzurri, si trasforma
nella notte più brutta per la Juventus che incassa tre gol (ne fa uno allo
scadere che non serve a nulla) e la prima sconfitta della stagione.
Grazie alla doppietta alla Juve a Rotterdam il 26 novembre del '97, in
Champions League col Feyenoord, il calcio si accorse di Cruz, almeno così
dice lui. Ora, con il gol su punizione ha cancellato anche le ultime ombre
di un fantasma, Crespo, che lo ha perseguitato all'arrivo a Milano. Il
tris è di Martins, e le capriole questa volta le fa Zaccheroni.
«Con gli inglesi è stata una tappa negativa, ma abbiamo le risorse per
reagire a Torino»
Alberto Zaccheroni, alla prima
caduta da allenatore dell’Inter in sei gare, è apparso assolutamente
coerente con questa linea di fiducia nel futuro. Ai microfoni di «Studio
Sport» ha confessato: «È chiaro che si può essere arrabbiati per quanto è
successo contro l’Arsenal e io lo sono. Ma, nonostante tutto, vedo il
bicchiere mezzo pieno e non soltanto perché occorre tornare subito lucidi,
anche se restano in mente gli ultimi minuti di martedì sera, tremendi e
disastrosi.
Quando sei bambino qualche caduta ci sta e l'Inter di ora è come un
bambino che sta crescendo». Zaccheroni, come già aveva fatto martedì notte
con lo staff dirigenziale, ha ripercorso la partita: «Fino al 40’ della
ripresa, ho visto un’Inter all’altezza dell’Arsenal, che è una delle
migliori squadre del mondo. Con Cruz e Almeyda mi aspettavo il gol del
2-2, invece c’è stata quella caduta nel finale, che non ha una spiegazione
logica. Tutto è nato dall’episodio di Materazzi nell’area dell’Arsenal.
Quando lui, spinto da Campbell, è caduto, l’Inter ha smesso di essere una
squadra: c’è chi guardava il compagno a terra, chi aspettava che l’arbitro
fischiasse il rigore, chi si è fermato, pensando che l’Arsenal mettesse
fuori il pallone. Zanetti è stato l’unico che ha cercato di opporsi ad
Henry. Poi è venuto il resto».
Zaccheroni resta convinto che quella di martedì «sia stata una tappa
negativa, ma soltanto una tappa e non è questa che ci fa perdere ciò che
stiamo costruendo, anche se saremo costretti a vincere a Kiev. E la gente
lo ha capito. Abbiamo le energie e le risorse per reagire e per dimostrare
di essere sempre l’Inter. Sabato c’è la Juve. Io penso ad un’Inter che si
giocherà la partita, anche se abbiamo qualche problema e vedremo come
andrà a finire».
Il problema è che Zaccheroni avrebbe bisogno di ciò che non può avere: il
tempo. Gli servirebbe assai più di qualche giocatore, perché la rosa è
persino troppo ricca (33 elementi), anche se non bene assortita. E il
ritardo in classifica accumulato nelle prime sei giornate pesa quasi come
la caduta con l’Arsenal.
Il ritorno dell’Inter. Dopo il
buon pareggio interno con la Roma,
Zaccheroni ottiene la sua prima vittoria da allenatore nerazzurro.
La partita è stata indubbiamente condizionata dall’espulsione di
Marchigiani. Il Chievo, fino a quel punto, era riuscito a creare non pochi
grattacapi alla retroguardia interista, che aveva sofferto in particolare
le incursioni di Semioli.
Rimasta in dieci la squadra clivense si è spenta è l’Inter è diventata
assoluta padrona del campo. Niente di trascendentale si intende, ma
comunque la pressione nerazzurra è stata continua. Giusta quindi la
vittoria per l’Inter, ma indubbiamente l’episodio dell’espulsione lascia
perplessi. Sicuramente la decisione presa da Messina è stata giusta,
l’errore sta nel fatto di averla presa solo dopo aver dialogato con il
proprio collaboratore perché sollecitato dalle proteste interiste.
Il gioco
era stato interrotto volutamente dai giocatori del Chievo per prestare
soccorso a Vieri, ma se i gialloblu avessero continuato l’azione cosa
sarebbe successo? La domanda è lecita e la risposta abbastanza
scontata. Non sarebbe successo niente e Marchigiani sarebbe rimasto in
campo.
Questo non toglie comunque i meriti ad un’ Inter apparsa molto più squadra
rispetto a quella di Cuper. Molto più propositiva e votata all’attacco,
anche se la difesa a tre a volte ne maschera una a cinque, la squadra
nerazzurra ha creato parecchio in fase offensiva riuscendo a concedere
poco al Chievo.
L’Inter ha ritrovato anche due uomini importanti. Vieri in aperta “guerra”
con i tifosi e Recoba che finalmente si è svegliato dal lungo torpore. La
rincorsa allo scudetto dell’Inter riparte da qui.
10/27/2003 Moratti: "Non sono i giocatori da attaccare" Dopo
la dura contestazione subita ieri dai tifosi nerazzurri, il presidente
dell’Inter Massimo Moratti oggi ha dichiarato: “A me ieri interessava solo
il discorso tecnico: volevo capire se Zaccheroni si era inserito bene in
questa situazione o no. La contestazione la giudico un corollario
giustificabile: sono cose normali che posso comprendere. Terrò in
considerazione quanto accaduto. Se ci sarà da fare un passo in un certo
senso lo farò, se dovrò tenere duro, terrò duro".
Ieri sono stati fischiati anche alcuni dei giocatori simbolo di questa
Inter, Moratti però li difende: “Non sono giocatori da attaccare, ma da
incitare sebbene resti giusto responsabilizzare tutti”.
Che
l'aria fosse pesante, lo si era capito già a Brescia. I cori dei tifosi,
checché ne avesse detto Cuper che in sala stampa dichiarò di non averli
sentiti, erano qualcosa di più che un semplice incitamento a mostrare gli
attributi. Quando si parla di bastoni, si va oltre il risentimento, la
delusione, l'amarezza. L'inguardabile prestazione di Mosca, poi, ha
certamente surriscaldato gli animi di una tifoseria che da troppo tempo
aspetta una gioia. Ma contestare Moratti resta ingeneroso. Perché l'unica
cosa di cui lo si potrebbe accusare, è di averci messo troppo amore,
troppa voglia ed impeto. Probabilmente, anzi con certezza, ha compiuto
degli errori, ma tutti in buona fede. E spesso li ha anche riconosciuti,
il che accresce l'ammirazione per l'uomo. Per me Moratti è come una
squadra che in campo ha perso, ma che ha dato tutto quello che aveva.
Merita applausi, a prescindere. Poi si può discutere sul particolare,
sull'episodio, sul calcio di rigore dubbio, ma è impossibile metterne in
dubbio la grinta, la volontà, l'attaccamento alla maglia.
I tifosi, a mio parere, hanno perso un'altra occasione per dimostrare la
loro pazienza, il loro amore. L'ultima potevano concederla a Zac, che
della situazione non era assolutamente responsabile, ma che anzi avrebbe
avuto bisogno del loro aiuto per recuperare i giocatori dal punto di vista
psicologico. Ed invece, ecco gli striscioni, le minacce, le urla, che
pazientemente attendono il bus dell'Inter. Una delegazione di Ultras
riesce addirittura a salirci ed ottenere una chiacchierata con i
giocatori, il cui contenuto rimane sconosciuto. Ma per quanto possano
essere convincenti le parole che i tifosi hanno rivolto a Zanetti e
compagni, quanto sono state tempestive? Quanto può giovare ad una squadra
in difficoltà, una contestazione così accesa, così pesante. Per niente. In
tanti anni, non ho mai visto un'opposizione curva-squadra che abbia dato i
suoi effetti. Mai. E non credo di assistere alla prima. Zac merita la
tranquillità giusta per lavorare, Moratti i ringraziamenti di tutti.
Dall'inizio di stagione, sono quattro le compagini ad avere cambiato
allenatore. Se non vi ricordate quali, guardate il fondo della classifica,
tre le trovate lì, poi c'è l'Inter. Quindi rispondete a questa domanda:
cambiare serve? Quali vantaggi porta? Baldini e Menichini hanno
probabilmente pagato una fiducia troppo ottimistica, Guidolin promesse non
mantenute. Di Cuper abbiamo già detto. Si dice spesso che un tecnico viene
esonerato perché non è possibile fare altrettanto con tutti i giocatori.
Ma vogliamo parlare ogni tanto dei dirigenti? Chi ha deciso di esonerare
Simoni, di lasciar partire Baldini per Palermo, di cedere Castellini, Cruz
e Olive, di confermare un Cuper sfiduciato, ha almeno le stesse
responsabilità di tecnici e calciatori? Forse di più.
Kallon sorpreso: "Mai preso nessun farmaco a rischio"
23/10/2003 KALLON: L'INTER E' SERENA, I CONTROLLI PERIODICI ANTIDOPING SONO SEMPRE
STATI NEGATIVI
In merito alla notizia
emersa in giornata relativa a Mohamed Kallon , FC Internazionale Milano
attende con serenità il completamento degli esami. Il giocatore, come gli
altri componenti della rosa, viene sottoposto con periodicità a controlli
effettuati sotto la direzione del professor Franco Lodi, ordinario di
tossicologia forense e direttore dell'Istituto di medicina legale
dell'università di Milano. Tutti gli esami eseguiti hanno sempre dato
esito negativo.
Ecco le poche parole rilasciate dal giocatore dell'Inter Mohammed Kallon,
a cui è stata riscontrata nell'urina la presenza di nandrolone.
"Sono amaramente sorpreso, non ho mai preso nulla. Confido in un totale
chiarimento del caso attraverso le controanalisi". A difenderlo a tutto
campo è Claudio Vigorelli, il suo procuratore: "Lo conosco da dieci anni -
commenta Vigorelli - è un ragazzo che se ha un mal di testa prima di
prendere un'aspirina chiama il medico". Le analisi però dicono il
contrario e, se il risultato dovesse essere confermato, Kallon potrebbe
essere squalificato per due anni.
Zaccheroni si presenta: "Basta con il passato,
guardiamo avanti"
22/10/2003 Dopo avere visitato il Centro Sportivo della
Pinetina il nuovo tecnico dell’Inter, Alberto Zaccheroni, è stato
presentato in conferenza stampa.
Zaccheroni si è detto pronto per la nuova sfida: "Quello che è successo
fino a ieri non mi interessa. Ho la convinzione che all`Inter c`è un
organico altamente competitivo".
Nessun giudizio negativo sulla squadra: “Mi sono fatto un’idea che però
voglio dire alla squadra. Recoba? Lo considero una seconda punta, non avrà
compiti di contenimento, né difensivi. Dovrà pensare solo ad affiancare la
prima punta”. “Devo rendere la squadra dinamica e aggressiva - ha detto -
Dobbiamo conquistare la palla vicino alla porta avversaria per avere
maggiori occasioni da rete. In questo modo però si soffrirà di più in
difesa. Ci servirà molta organizzazione, perché non esiste un sistema di
gioco che porta solo vantaggi.
Zaccheroni ha già le idee chiare: "Dobbiamo lavorare per risolvere i
problemi mentali, il mio obiettivo. Parlerò con loro e cercherò di capire
un po’ di cose, ma anche a loro dirò che quello che è successo fino a ieri
non mi interessa". Non è sicuro che venga attuato il 3-4-3: "Non vorrei
che qualcuno si mettesse in testa di attaccarmi un’etichetta. Io conosco
tutti i sistemi di gioco. Zaccheroni non vuol dire tre punte. Deciderò a
secondo delle qualità dei miei giocatori. Ora l`obiettivo è quello di
accorciare la distanza dalle prime della classe".
Fatale al tecnico (che dice "non so nulla") e al suo staff il pari a
Brescia. Il nuovo allenatore inizierà a lavorare mercoledì, dopo la
trasferta di Mosca.
19 ottobre 2003 Hector Cuper non è più l'allenatore dell'Inter, al suo posto arriva
Alberto Zaccheroni. Il tecnico argentino è stato esonerato questa mattina.
Lo ha annunciato la società nerazzurra in un comunicato diramato anche sul
sito ufficiale. Il vice presidente dell'Inter, Giacinto Facchetti, ha
spiegato che Zaccheroni si metterà all'opera già da mercoledì, dopo la
partita di Mosca, per la quale la squadra sarà affidata al vice di Cuper,
Verdelli.
Questo il testo del comunicato sull'esonero: "Fc Internazionale Milano
ha deciso di esonerare Hector Raul Cuper. All'allenatore argentino e al
suo staff, il tecnico Oscar Armando Cavallero e al preparatore fisico Juan
Manuel Alfano, vanno i ringraziamenti del club per il lavoro svolto. Al
seguito della squadra, che partirà oggi per Mosca, impegnata martedì nella
terza gara di Champions League contro la Lokomotiv, ci sarà Corrado
Verdelli". Ieri l'Inter ha pareggiato 2-2 sul campo del Brescia, dopo
essere stata sotto di due reti.
Proprio il disarmante primo tempo dei nerazzurri ha forse convinto il
presidente Moratti a compiere un passo che aveva sempre rinviato. La
rimonta ha solo rinviato il momento dell'esonero (che altrimenti sarebbe
sacattato subito dopo la gara) ma un vertice notturno tra Moratti e lo
stesso Cuper ha portato alla decisione. E Cuper? Il tecnico argentino è
sembrato sorpreso: "Non ho niente da dire, aspettiamo quel che dice la
società", è stato il suo commento ai giornalisti che stazionavano sotto la
sua abitazione a Monte Olimpino, vicino a Como. Alla domanda se sapeva che
Alberto Zaccheroni era il suo successore, Cuper ha risposto: "Va bene, non
so niente, nessuno mi ha comunicato niente".
In ogni caso il nome di Alberto Zaccheroni era in pole position da
giorni: il trainer romagnolo ha recentemente risolto il suo contratto con
la Lazio ed era ormai libero da impegni. Il contratto di "Zac" dovrebbe
scadere nel 2005, rinviando quindi l'arrivo di Roberto Mancini. Il
contatto tra l'Inter e Zac è avvenuto intorno a mezzanotte. L'accordo per
ora non è stato ancora messo nero su bianco, ma lo stesso Zaccheroni ha
ammesso di aver dato la propria parola.
Intanto l'entourage nerazzuro sta già preparando la trasferta russa (partenza
nel primo pomeriggio) di Champions. E' toccato quindi a Facchetti fare da
parafulmine al quartier generale di Appiano Gentile. Presentatosi in sala
stampa ha subito avvisato che si sarebbe trattato solo di "comunicazioni
ufficiali e non di una conferenza stampa". Facchetti ha ripetuto quanto
scritto nel precedente comunicato aggiungendo che "nella notte c'è stato
un incontro tra Moratti e mister Cuper" e che "alla fine la società ha
deciso di affidare la squadra per la trasferta di martedì a Mosca a
Corrado Verdelli", ex vice allenatore. Dopo i ringraziamenti, Facchetti ha
detto che "a partire da mercoledì arriverà Alberto Zaccheroni", senza
aggiungere altro, come se porterà o meno con sè il suo staff tecnico,
perché è "avvenuto tutto di notte e non c'è stato il tempo per
approfondire".
Ronaldo su Cuper: "Sono contento per i tifosi"
"Mi fa piacere per tutti i tifosi dell'Inter
e speravo che questo allenatore andasse via prima possibile. Con lui
l'Inter non poteva vincere". Così Ronaldo, ospite in collegamento a 'Quelli
che il calcio...', ha commentato l'esonero di Hector Cuper da parte di
Massimo Moratti.
Il presidente dell'Inter
Moratti continua a dare fiducia al tecnico argentino, che però non può più
permettersi passi falsi
Milano 6 ottobre 2003
"Cuper resta
senza problemi. Cerchera' di rimediare agli errori fatti, e' un suo dovere.
Puo' capitare di sbagliare una partita, ma adesso non si puo' piu"': cosi'
Massimo Moratti, presidente dell' Inter, ha spiegato che Hector Cuper
restera' alla guida della squadra nerazzurra, anche dopo la pesante
sconfitta subita ieri nel derby. Massimo Moratti ha lasciato la sua
abitazione nel centro di Milano poco dopo le 17 e ha scambiato
malvolentieri solo poche battute con i cronisti che lo attendevano da
questa mattina: "Cosa volete che vi dica? E' stata una partita riuscita
male e un'analisi bisogna farla con piu' calma".
Moratti si
e' detto "deluso dal risultato, ma e' difficile sapere da che parte
cominciare a dare la colpa o i meriti. Certo - ha aggiunto il presidente
interista - il Milan non ha giocato male". Secondo Moratti, "nel primo
tempo l' Inter ha retto bene, ma non e' riuscita mai a prendere
l'iniziativa. L' errore e' tutto li"'. In molti hanno indicato nelle
scelte di Hector Cuper una delle chiavi per spiegare il risultato del
derby, ma Moratti spiega che "Cuper e' li' e cerchera' di rimediare agli
errori fatti. E' un suo dovere, e' uno dei doveri di un allenatore, puo'
capitare di sbagliare una partita ma adesso non si puo' piu"'.
27/09/2003 Udinese ed Inter si dividono la posta pareggiando (0-0) nel secondo
anticipo della 4a giornata di Serie A. Nella ripresa i bianconeri
sbagliano una ghiotta occasione, fallendo con Pizarro un calcio di rigore
assegnato dall`arbitro Dondarini. Nel finale palo dell`argentino Zanetti
per i nerazzurri, con una gran botta da fuori area. Espulsi Luciano e
Kroldrup.
Scudetto addio? Per l'Inter, che dopo il pareggio con la Lazio è a otto
punti dalla Juventus capolista, sembra proprio di si. Non la pensa così
però il tecnico nerazzurro Hector Cuper, che finchè non condannato dalla
matematica continua a professare ottimismo.
"Otto punti sono tanti, però dobbiamo continuare a sperare - ha detto
Cuper a fine partita - Dobbiamo pensare a vincere tutte le partite che
restano. Questo argomento ormai è vecchio, lo dico da un mese, ma dobbiamo
continuare sperare. Dobbiamo vincere la prossima gara e pensare alla
Champions. Ma ho bisogno di recuperare altri giocatori, altrimenti sarà
dura".
"In questo momento devo pensare ad affrontare l'Atalanta sabato prossimo e
mantenere il secondo posto - ha concluso il tecnico argentino - Dobbiamo
pensare che abbiamo ancora qualche piccola possibilità di vincere lo
scudetto e poi battere il Milan in Champions".
E’ un derby-scudetto
Il Milan pieno di ex interisti. E
Maldini raggiunge Rivera
23/11/2002
Derby, intreccio di passione, sentimento ed interessi. Di classifica
innanzi tutto. Si gioca alle 20,30, mezz’ora o poco più dopo che la
Juventus avrà chiuso la sua partita (pratica?) col Bologna. Stasera, i
bianconeri potrebbero anche ritrovarsi in fuga. La passione è quella degli
ottantamila tifosi che si sono guadagnati il diritto di essere sugli
spalti. Incasso non record, ma quasi: due milioni e duecentomila euro.
Ospita il Milan, sorride il suo cassiere.
Il sentimento è generale, popolare. Come l’intreccio. Mai come stavolta il
derby si avvolge, quasi si contorce su se stesso e la sua storia. In 94
anni di sfide, solo 16 giocatori hanno vissuto il derby su due fronti.
Stasera potrebbero essere addirittura tre in una volta sola: Simic, Pirlo,
Seedorf, oggi tutti al Milan, ma tutti con un passato più o meno oscuro in
nerazzurro. Stasera, Paolo Maldini gioca per la 42ª volta in carriera
contro l’Inter. E raggiunge Gianni Rivera. Una pagina di storia. Più
avanti di loro c’è solo Beppe Bergomi, 44 derby.
Milan contro Inter: i rossoneri hanno vinto 95 volte, l’ultima il 1°
settembre: si giocava per le famiglie delle vittime di Linate, decise
Tomasson. Per l’Inter, 87 successi. Ancelotti non è preoccupato: eppure
l’ultimo mese sembra avere rubato al Milan molto dello smalto che in
apertura di stagione l’aveva prepotentemente accostato al Real Madrid. «Sono
fiducioso, il calo è stato fisiologico, sono tranquillo». Eppure, gli
scontri diretti finora dicono che il suo Milan soffre quando gioca contro
le squadre più forti, contro le altre candidate al titolo: rischi enormi
contro la Lazio, batosta secca in casa della Juventus. «Prenderemo lezione
da quest’ultima partita: non ripeteremo più certi errori». Per Ancelotti,
una sola sfida davanti a Cuper: finì male, decise Vieri. Era il derby di
ritorno dello scorso anno.
«La classifica non conta, questa partita è importante soprattutto sul
piano psicologico», sottolinea il tecnico argentino. «Mi aspetto una
partenza lenta, la gara si sbloccherà con il passare dei minuti», aggiunge
Cuper. In campo Javier Zanetti (da verificare se in difesa o a centrocampo:
il ballottaggio è tra Conceicao e Vivas), non Crespo e Almeyda, tornati
affaticati dall’amichevole in Giappone e addirittura non convocati per la
partita di stasera.
Turn over forzato. Turn over voluto, è invece quello di Ancelotti: in
campo Shevchenko e Serginho, con Rui Costa e Rivaldo in panchina, pensando
a martedì e soprattutto all’eurosfida con il Real Madrid. Un unico grande
intreccio dentro il derby. C’è chi sfida il passato prossimo e chi quello
remoto, chi affronta un’ipotesi di mercato e chi una vera e propria
trattativa, poi fallita. C’è anche chi pensava, magari sognava, di giocare
un derby vero, dopo tante sfide divise in famiglia, a Formello: se Crespo
è bloccato dal jet-lag, Nesta è fuori per un acciacco muscolare che
rischia di rubargli anche il Real Madrid. Niente sfida nella sfida tra due
ex laziali rimasti amici.
Nell’Inter gioca Toldo: portiere azzurro e già nelle giovanili del Milan.
Pochi lo ricordano, ma fu un vero scarto, lasciato libero di restare a
Firenze. C’è anche Coco, lui pure cresciuto a Milanello, coccolato,
lanciato e poi abbandonato. Da ultimo c’è Morfeo, addirittura campione
d’Italia nel ’99, allenatore Zaccheroni, passato come una cometa sul
firmamento rossonero. Oggi ha rubato il posto a molti interisti eccellenti.
Nutrita assai è poi la colonia rossonera, dove ci sono si Seedorf, Pirlo e
Simic, ma per esempio c’è anche Brocchi, stasera in tribuna, ma interista
per un anno. C’è Serginho, che nell’Inter non ha mai giocato, che anzi
l’Inter ha fatto spesso ammattire, su tutte quella volta (11 maggio 2001)
che finì 6 a 0, che in estate l’Inter aveva addirittura cercato di
portarsi a casa, non fosse altro che per evitare di trovarselo un’altra
volta di fronte. E invece cosa fa Ancelotti? Dopo tanta panchina, lo manda
in campo dal primo minuto proprio contro i nerazzurri. Non può essere un
caso. E non è un caso che su quella fascia Cuper stia meditando una
sorpresa, avanzando Zanetti per inserire alle sue spalle proprio Vivas,
difensore puro e arcigno.
Milan-Inter è sfida antica, che vale per lo scudetto, e vale anche sul
mercato. E chi non ha voglia di pensare all’ipotizzato, fantascambio tra
Shevchenko e Vieri (tutti mentirono, ma tutti sarebbero stati contenti).
Altri scontri sono in agguato. Per gennaio e per l’estate. Basti pensare
ai laziali Stam e Stankovic, ambiti dall’uno come dall’altro allenatore. O
al romeno Kivu o all’olandese Van Der Vaart, gioiellini dell’Ajax. Poi,
magari, alla fine sarà soltanto l’atalantino Zauri (Inter in pole
position) a giocare il prossimo derby, ma di certo le due squadre alleate
nella gestione dello stadio di San Siro continueranno a farsi la guerra e
i loro presidenti i dispetti. Ancelotti lancia Shevchenko e si preoccupa
di Vieri. «L’Inter non ha punti deboli, mentre l’attacco è certamente il
reparto dal quale dovremo guardarci con maggiore attenzione».